Fiesta de San Juan de Ávila. Tenerife

ISTIC presenta tres nuevos textos dentro de la Festividad de San Juan de Ávila

El Instituto Superior de Teología de las Islas Canarias, ISTIC, con sede en Tenerife, presentará el próximo miércoles 8, tres nuevos títulos de su colección Diálogo Fe-Cultura en el Seminario Diocesano. El acto tendrá lugar a las 17,00 horas, dentro del programa de actividades preparado para la celebración del día de San Juan de Ávila.

Los títulos que verán la luz el próximo miércoles son: "Desde la otra orilla", de Fernando Lorenzo Matías; "A tus pies", poemario de María Jesús García Ruiz –estos dos pertenecientes a la Colección Diálogo Fe-Cultura"-; "¿Usted tiene fe? Amigo, pase y pregunte. Paco, el herrero y D. José, el cura", de Agustín Yanes Valer.

La Colección Diálogo Fe-Cultura presenta así tres nuevas iniciativas editoriales dentro del mes de mayo, apegado tradicionalmente al nacimiento de nuevas publicaciones, y aprovechando la festividad de San Juan de Ávila, patrón del clero español.

Quella di San Giovanni di Dio fu una follia contagiosa?

Fra Giuseppe MAGLIOZZI, o.h. nos envía este artículo publicado en Il Melograno, XV (2013), n.17 (Manila, 2 de mayo)

Questo mese ricorre il 10 maggio la festa di San Giovanni d’Avila, che ci è caro perché fu il Direttore Spirituale di San Giovanni di Dio. Allorché, lo scorso 7 ottobre, l’Avila fu proclamato Dottore della Chiesa, ponemmo in evidenza quello che il nostro Fondatore apprese da tanto insigne Maestro[1], ma questa volta vogliamo invece accennare all’influsso che a sua volta Giovanni esercitò sull’Avila. Mons. Laureano Castán Lacoma, da buon vescovo gesuita - e si sa quanto i Gesuiti si sentano anche loro legati all’Avila - già nel 1959 asserì[2] che “la follia della Croce”, che è uno dei temi più originali dell’insigne predicatore andaluso, costui “l’apprese da quella sublime e finta follia di Giovanni di Dio nelle strade di Granada”, di cui diede spettacolo dopo la drammatica conversione, indotta dalla predica che egli tenne nel Romitorio dei Martiri sulle alture dell’Alhambra.

In effetti, l’Avila rimase così colpito dall’inaudito e inconsueto cammino interiore attraverso il quale lo Spirito Santo fece di Giovanni il Fondatore dei Fatebenefratelli, che non di rado ne accennò nelle sue omelie o scritti. Ad esempio, nel primo dei suoi sermoni sullo Spirito Santo[3], rivolgendosi ad una Comunità di Suore egli non esitò ad attribuire direttamente allo Spirito Santo la follia della quale Giovanni dette spettacolo nelle strade e a paragonarla alla subitanea audacia degli Apostoli: “Basterà lo Spirito Santo per dar consolazione e forza nella fiacchezza, a dar gioia nello scoraggiamento. E come lo sa far bene! Conobbi uno cui lo Spirito Santo volle comunicarsi giusto un tantino e come folle uscì gridando nelle strade. Volete vederlo? Guardatelo negli Apostoli, che prima che venisse lo Spirito Santo erano così vigliacchi e timorosi, che non osavano uscire, anzi avevano sbarrato la porta del Cenacolo. Ma la spalancarono appena lo Spirito scese su di loro, e uscirono nelle piazze e cominciarono a predicare Cristo”.

In un sermone tenuto il Mercoledì Santo, l’Avila pose in bocca agli sciocchi lo stesso epiteto di pazzo che i ragazzacci di Granada urlavano a Giovanni, giudicandolo uscito di senno, ma subito l’Avila, quasi per rispondere all’insulto contro Giovanni, invitò a restituire l’epiteto a chi lo lanciasse[4]: “Rinunciate a tutto ciò che v’era caro, pur di conseguire la pietra preziosa. Non curatevi del mondo che vi considera pazzi e vi rincorrerà per strada dandovi del pazzo. Rinunciate alla sensualità, preferendo la castità; alle beffe e doppi sensi, preferendo un parlare rispettoso; alle mormorazioni, preferendo il saper tacere e il dare onore al prossimo; alle inimicizie, preferendo mostrare amicizia e carità. Ogni vostro avere barattatelo per questa pietra preziosa e non attaccatevi a nulla di questo mondo. Non turbatevi se vi diranno che siete pazzi; o che sragionate, poiché avete dato via tutto; o che gli altri ridono e voi piangete; o che gli altri se la spassano e voi menate vita austera; o che altri godono di protezioni e voi siete abbandonati; altri ricchi e voi poveri. E a chi vi da del pazzo, replicate: Sei tu il pazzo e io il saggio; e prega Iddio di comprendere la tua pazzia e rinsavire, come sto facendo io”.

Nel più suggestivo scritto dell’Avila, il Trattato dell’Amor di Dio, nucleo centrale di tutto il suo insegnamento, egli auspicò apertamente che la “follia della Croce”, ammirata in Giovanni, divenisse suo perenne e sublime ideale[5]: “Quale arco sarà così teso da penetrare un diamante? Eppure la forza del tuo amore ha spezzato infiniti diamanti. Che manca alla Croce perché diventi una balestra che ferisce i cuori? Quando io, mio buon Gesù, vedo estrarre la lancia dal tuo costato, essa è una saetta d’amore che mi trafigge. O Amore dolcissimo, che hai voluto fare del mio cuore? Vieni per curarmi e mi hai ferito! Vieni per insegnarmi a vivere e mi hai reso pazzo! O ferita dolcissima, o sapientissima pazzia! Che mai resti senza di te”.

Fra Giuseppe MAGLIOZZI o.h.



[1]. Cf. Giuseppe Magliozzi, Andando a scuola da un Dottore della Chiesa, in «Il Melograno», XIV (2012), 19 (27 agosto), pp. 1-6.

[2] Cf. Laureano Castán Lacoma, Dos almas gemelas y una deuda pendiente, in «Labor Hospitalaria», 1959, 69, pp. 198-206.

[3] Cf. Luis Sala Balust e Francisco Martín Hernández [a cura di], Obras completas del Santo Maestro Juan de Avila. Edición crítica. Vol. II. Sermones: Ciclo Temporal, vol. 303 della Biblioteca de Autores Cristianos, Madrid, La Editorial Católica, 1970, p. 385.

[4] Idem, p. 255.

[5] Cf. Luis Sala Balust e Francisco Martín Hernández [a cura di], Obras completas del Santo Maestro Juan de Avila. Edición crítica. Vol. VI. Tratados, vol. 324 della B. A. C., Madrid, La Editorial Católica, 1971, pp. 387-388.

Fiesta de San Juan de Ávila. Madrid

Los sacerdotes diocesanos celebran el viernes a su Santo Patrono, San Juan de Ávila

El próximo viernes, 10 de mayo, se celebra la festividad litúrgica de San Juan de Ávila, Patrono del Clero Español. Con este motivo, la Vicaría Episcopal para el Clero ha organizado distintos actos, en los que participarán los sacerdotes que trabajan en la diócesis, tantos los diocesanos como los religiosos o los que pertenecen a otras diócesis pero tienen cargo pastoral en la de Madrid. 

Las actividades darán comienzo a las 11,00 horas en el Salón de Actos del Seminario Conciliar (c/San Buenaventura, 9) con una conferencia. En el Año de la Fe, el P. Germán Arana, S.J., disertará sobre ‘Poner orden en la propia vida’. A las 13,00 horas, el Cardenal Arzobispo de Madrid, Antonio Mª Rouco Varela, presidirá una solemne Eucaristía en la Capilla del Seminario. La jornada concluirá con una comida fraterna, donde se entregará un recuerdo a los sacerdotes que celebran el XXV y L aniversario de su ordenación. 

Durante este año 2013 celebran las Bodas de Oro 42 sacerdotes y la Bodas de Plata sacerdotales 26. Listado completo en Infomadrid